Texture di aggregazione – Community Based Design ARCHIlabs

Space planning · Il metodo

Community Based Design

Modelli organizzativi «urbani»Spazi che abilitano le persone

Survey ARCHIlabs

Lo spazio di lavoro si ispira sempre di più a modelli di aggregazione che derivano dalla pianificazione urbanistica: spazi di condivisione e ambienti meno formali, orientati alla collaborazione, prendono il posto delle tradizionali postazioni di lavoro. Grazie alla tecnologia e ai modelli di lavoro ibrido, lo spazio ufficio si trasforma in un ambiente collaborativo capace di ispirare le persone.
ARCHIlabs | Community Based Design

Il percorso progettuale

Community Based Design è il nostro metodo di space planning. Prende ispirazione dai modelli di aggregazione urbana – la piazza, la strada, i luoghi dell'incontro – che da sempre rispondono al bisogno umano di stare insieme. Da un'analisi rigorosa di esigenze e dati oggettivi, traduciamo quei modelli in spazi di lavoro che abilitano le persone e gli obiettivi dell'azienda.

Tre pilastri

Obiettivi, conoscenza e utilizzo dello spazio.

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Obiettivi organizzativi

Sono propri di ciascun Cliente e fanno parte della strategia aziendale. Un'organizzazione può essere più o meno orientata all'utilizzo di spazi condivisi, può necessitare di differenti tipologie di aree di supporto, può adottare modelli distributivi tradizionali oppure una strategia di smart working / hybrid working. L'attività di space planning è un'opportunità per cambiare ed evolvere: tale cambiamento culturale e organizzativo viene abilitato attraverso una distribuzione e interpretazione degli spazi capace di cogliere a pieno gli obiettivi e le esigenze del Cliente. Modalità di lavoro, crescite aziendali e strategie sono determinanti per lo sviluppo di un progetto di space planning efficace.

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Conoscenza dello spazio

Per valutare l'efficienza degli spazi utilizziamo gli strumenti definiti dal BOMA (Building Owners and Managers Association), un sistema di misurazione degli spazi ufficio riconosciuto a livello internazionale – divenuto norma ANSI/BOMA Z65.1 nel 1996 e affinato annualmente – che definisce in modo univoco e oggettivo l'efficienza di uno spazio ufficio attraverso parametri dimensionali misurabili. Questo approccio ci permette di valutare al meglio sia l'investimento del Cliente – in fase di analisi o scelta di un nuovo spazio – sia le caratteristiche di uno spazio esistente, in termini di efficienza e compatibilità con il suo modello organizzativo e distributivo.

GEA Area lorda esterna GIA Area lorda interna NLA Area netta affittabile NIA Area netta interna NOA/NUA Area netta occupata MURI ESTERNI FOROMETRIE BAGNISTRUTTURE INTERNE NUCLEO CIRCOLAZIONEPRINCIPALE AREE DI LAVOROAREE DI SUPPORTO
  1. Planimetria con il nucleo evidenziato in rossoNUCLEO
  2. Planimetria con l'area lorda esterna evidenziataGEA
  3. Planimetria con l'area lorda interna evidenziataGIA
  4. Planimetria con l'area netta affittabile evidenziataNLA
  5. Planimetria con l'area netta interna evidenziataNIA
  6. Planimetria con l'area netta occupata evidenziataNOA/NUA
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Utilizzo dello spazio

Oggi sappiamo, attraverso studi sociologici e di psicologia comportamentale, che determinate condizioni all'interno degli spazi ufficio – come la vicinanza a zone di transito frequente, spesso considerate meno adatte perché «disturbate» – possono invece avere un valore connesso al numero di interazioni che ne derivano. Le interazioni generano energia, dinamismo, velocità. Attraverso lo space planning possiamo individuare aree a maggiore e minore interazione e disporre le diverse funzioni e attività anche in relazione a queste condizioni. Se è vero che la riservatezza, la concentrazione e le aree quiet restano importanti, oggi le zone di condivisione e interazione – magari con work setting informali – diventano sempre più strategiche per ogni organizzazione.

IO NOI CONDIVISO PERSONALE UFFICIO CHIUSO ASSEGNATO OPEN SPACE ASSEGNATO OPEN SPACE NON ASSEGNATO AREE DI LAVORO COMUNI
Le quattro zone alle quali è riconducibile lo spazio ufficio

Comfort e design

Il comfort migliora le prestazioni fino al 7-10%.

Per sviluppare un progetto di space planning efficace è necessario conoscere a fondo obiettivi, esigenze e spazio, ma anche realizzare un intervento tecnicamente e impiantisticamente adeguato. Il comfort è uno degli elementi che contribuiscono in modo rilevante all'efficienza lavorativa delle persone: alcuni studi nord-europei dimostrano che il comfort ambientale migliora le prestazioni degli utenti fino al 7-10%. Sono elementi essenziali di un progetto di successo la luce, il comfort climatico e l'acustica, oltre alle scelte di interior design che definiscono la percezione degli ambienti. Sempre più l'uso del verde entra negli spazi di lavoro: ambienti che, grazie ai nuovi modelli Hybrid Work, si trasformano da spazi popolati da scrivanie ad ambienti flessibili e collaborativi, dove i colleghi si incontrano per confrontarsi e non solo per sedersi alla propria postazione.


Conoscenza delle esigenze

La «giornata tipo» di ogni team.

Attraverso interviste e survey raccogliamo una conoscenza puntuale delle esigenze del Cliente e dei team di lavoro, degli strumenti utilizzati e delle diverse attività che ciascuno svolge nella propria «giornata tipo». Profilare le esigenze è essenziale per sviluppare una proposta progettuale adeguata: spesso sono note, altre volte sono latenti. L'organizzazione dello spazio ufficio incide sui comportamenti delle persone – la presenza o meno di spazi che consentano una determinata attività (ad esempio una telefonata) determina abitudini e comportamenti. È fondamentale comprendere le esigenze reali, espresse e latenti per dare risposte progettuali concrete ed efficienti. Il compito di ARCHIlabs è sintetizzare le esigenze e trasformarle in uno spazio capace di abilitare gli obiettivi dei Clienti.

IO NOI REMOTO PRESENZA

TEAM

  • AMMINISTRAZIONE AFC
  • PERSONALE
  • CREATIVO STRATEGICO
  • VENDITE
  • STAFF
  • PRODUZIONE

Focus sugli scenari

Dalle ipotesi conservative a quelle visionarie.

ARCHIlabs aggiunge valore attraverso la capacità del team di sviluppare differenti ipotesi – gli scenari – per l'attuazione del progetto, trasformabili in soluzioni efficaci per il Cliente. Dalle ipotesi più conservative a quelle più visionarie, per condurre il Cliente sul percorso più vicino alle sue strategie e ai suoi obiettivi.


Dal layout tradizionale al Community Based Design

La stessa area, riorganizzata sull'uso reale.

Stesse finestre, stessi corridoi di distribuzione: scorrendo, la fila ordinata di postazioni si trasforma in un mix vario di work setting. Risali per tornare indietro.

Planimetria Community Based Design
Planimetria layout tradizionale
Layout tradizionale Community based design
Distribuzione primaria

Iter e tempi

Le fasi del progetto, dall'analisi all'intero edificio.

ANALISI STANDARD/POLICY SPAZI - efficienza e caratteristiche ORGANIZZAZIONE - variazioni organico OBIETTIVI STRATEGICI - mgmt COME LAVORIAMO - profilazione SINTESI SCENARI CONDIVISIONE RISULTATI COME VOGLIAMO LAVORARE OBIETTIVI STRATEGICI EFFICIENZA SPAZI STRATEGIA PROGETTO DEFINIZIONE WORKSETTING MACROLAYOUT LAYOUT DISTRIBUTIVO PROGETTO DI SPACE PLANNING PROGETTI SPECIALISTICI INTERIOR DESIGN ARCHITETTURA IMPIANTI SICUREZZA BUDGET DEFINITIVO OTTENIMENTO TITOLI EDILIZI ATTUAZIONE PILOT TEST INTERO EDIFICIO DEFINIZIONE FASI GESTIONE MOVE SICUREZZA DIREZIONE DEI LAVORI DIREZIONE ARTISTICA FOLLOW UP PRIMA FASE SECONDA FASE TERZA FASE QUARTA FASE
Iter e tempi – tempistiche e attività indicative

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